mercoledì 29 agosto 2007

Il Papa: "Piromani, criminali contro l'umanità"

Al termine dell'udienza generale il Pontefice si scaglia contro gli incendiari Il ministro degli Interni avverte: "Vogliono ottenere terreni alla pastorizia"

Il Papa Benedetto XVI
CITTA' DEL VATICANO - Benedetto XVI condanna duramente le "azioni criminose" dei piromani, che con il loro "irresponsabile comportamento mettono a rischio l'incolumità delle persone e distruggono il patrimonio ambientale, bene prezioso dell'intera umanità". "Incendi - spiega il ministro dell'Interno Giuliano Amato - che nulla hanno a che fare con la criminalità organizzata: dietro i roghi in Italia, rivalità personali e il desiderio di conquistare un pezzo di terreno al pascolo".

Benedetto XVI: "Irresponsabile comportamento". La condanna del Papa contro gli incendiari è stata pronunciata al termine dell'udienza generale, in cui ha invitato "a pregare per le vittime" sia delle inondazioni in Asia che dei "disastrosi incendi in Grecia, in Italia e in altre nazioni europee. Davanti a così drammatiche emergenze che hanno causato numerose vittime e ingenti danni materiali - ha proseguito il Pontefice - non si può non essere preoccupati per l'irresponsabile comportamento di taluni che mettono a rischio l'incolumità delle persone e distruggono il patrimonio ambientale, bene prezioso per l'intera umanità". Il Papa si unisce quindi a quanti "stigmatizzano tali azioni criminose" e invita a pregare per le vittime della tragedia.

da Repubblica online

Streghe ovunque

Le 30/50mila vittime europee della caccia alle streghe non
erano distribuite uniformemente nello spazio e nel tempo, nemmeno nelle giurisdizioni speciali. I 3/4 dell'Europa non vide neanche un processo. La persecuzione contro le streghe cominciò a diffondersi dalla regione alpina dell'Italia all'inizio del 15° secolo, raggiungendo la Polonia dove le leggi sulla stregoneria furono definitivamente abrogate nel 1788. Le zone europee che per prime avevano iniziato la persecuzione videro la fine dei processi alle streghe addirittura prima che questi iniziassero nelle periferie del continente.

La via spagnola che si stendeva dall' Italia ai Paesi Bassi era anche una "via delle streghe". I Paesi Bassi governati dalla Spagna (l'attuale Belgio) assistettero a persecuzioni di gran lunga peggiori che nelle Province Unite dei Paesi Bassi governate dai Protestanti, che smisero di bruciare le streghe a partire dal 1600. C'erano segnali di panico nelle città tedesche di Brandeburgo e Mecklenburg così come in Lorena, Francia, e in parte della Svizzera e della Scozia. La regione del Reno e il sud-ovest della Germania soffrirono gravi ondate persecutorie che colpirono soprattutto i territori ecclesiastici. I 3/4 di tutti i processi alle streghe ebbero luogo nei territori cattolici del Sacro Romano Impero. Ma il cattolico Portogallo, la Castiglia e l'Italia governata dalla Spagna e i paesi ortodossi dell'Europa orientale non ne videro in pratica neanche uno. La psicosi nella colonia inglese di Salem, Massachussetts, fu violentissima, mentre pare che nelle colonie latine del nuovo mondo non ci siano state esecuzioni.

La distribuzione delle vittime per regione dava un disegno a macchia di leopardo. La città di Baden in Germania, ad esempio, bruciò 200 streghe dal 1627 al 1630, più di tutte le streghe condannate che perirono in Svezia. La cittadina di Ellwangen, sempre in Germania, bruciò 393 streghe dal 1611 al 1618, più di quanto ne abbiano giustiziate Spagna e Portogallo insieme. Il principe-vescovo cattolico di Würzburg, Germania, bruciò 600 streghe dal 1628 al 1631, più di quante ne siano morte nella protestante Svezia, Norvegia, Finlandia e Islanda insieme. Il cantone svizzero di Vaud giustiziò circa 1800 streghe dal 1611 al 1660, contro le 1300/1500 vittime scozzesi e le 500 vittime inglesi. L'affermazione di alcuni apologeti cattolici secondo la quale Elisabetta I giustiziò 800 streghe all'anno è una grossolana calunnia. Nel solo sud-ovest della Germania 3229 persone furono giustiziate per stregoneria fra il 1562 e il 1684, più di quelle che furono giustiziate per qualsiasi motivo dalla Inquisizione spagnola, portoghese e romana fra il 1500 e il 1800. (Tutte e tre queste Inquisizioni mandarono al rogo meno di una dozzina di streghe in totale).

Il più temuto cacciatore di streghe laico fu Nicholas Rémy, procuratore generale della Lorena, che si vantava di aver spedito 900 persone al rogo in una sola decade (1581-1591). Ma il più grande sterminatore di streghe di tutti i tempi fu Ferdinand von Wittelsbach, il principe-vescovo cattolico di Colonia in Germania, che bruciò 2000 membri del suo gregge dal 1630 al 1640.

Non è lecito sostenere che la caccia alle streghe fu un'attività prevalentemente protestante. Sia i paesi cattolici che protestanti videro persecuzioni più o meno violente. Demonologi e oppositori provennero da entrambi gli schieramenti religiosi.

da Acquaviva2000.com

venerdì 24 agosto 2007

Ma dai? Nooo...non mi dire. Ma davero?


Esce il 4 settembre negli Stati Uniti un volume che raccoglie 40 lettere inedite della religiosa
Un ritratto sorprendente della beata: per 50 anni ha vissuto una profonda crisi spirituale

Le crisi di fede di Madre Teresa raccontate in un libro negli Usa
La suora: "Cerco Gesù e non lo trovo. Provo ad ascoltarlo e non lo sento"

NEW YORK - Anche la fede più salda può conoscere il tormento e la sofferenza del dubbio. L'11 dicembre del 1979 Madre Teresa di Calcutta riceveva il Premio Nobel per la Pace. Vestita con il suo saio bianco bordato di azzurro e con ai piedi gli umili sandali sfidava il freddo di Oslo. Sfidava, soprattutto, il freddo "spirituale" di quanti la ascoltavano, pronunciando parole sferzanti per denunciare la crisi morale dell'Occidente:"Non è abbastanza per noi dire che amiamo Dio, se poi non amiamo il nostro prossimo".

Meno di tre mesi prima, in una lettera a un confessore spirituale, il reverendo Michael van der Peet, sempre la religiosa scriveva:"Gesù ha un amore molto speciale per te. Ma per me, il silenzio e il vuoto è così grande che io lo cerco e non lo trovo, provo ad ascoltarlo e non lo sento".

Due discorsi così vicini nel tempo (appena 11 settimane) eppure così dissonanti. Il primo, consono alla donna che il mondo ha conosciuto. Il secondo, testimonianza innegabile di un dramma esistenziale. Insieme resituiscono un ritratto sorprendente di una delle grandi icone del secolo scorso. La santa, le cui opere sembravano indissolubilmente legate alla vicinanza a Dio, non riusciva più ad incontrarlo nel suo vissuto privato.

Il libro "Mother Teresa: Come Be My Light", in uscita il 4 settembre prossimo negli Stati Uniti, di cui il settimanale "Time" anticipa alcuni estratti, per la prima volta pubblica la corrispondenza tra la missionaria e i suoi confessori e superiori, in un arco temporale di 66 anni. Le lettere, molte delle quali pubblicate contro la sua volontà (aveva richiesto che fossero distrutte), rivelano la crisi spirituale della religiosa nell'ultimo cinquantennio della sua vita, durante il quale non avvertiva la presenza di Dio. Padre Brian Kolodiejchuk, editore e curatore del libro, scrive che "non sentiva la presenza di Dio né nel suo cuore né nell'eucaristia".

Una crisi cominciata proprio nel tempo in cui Madre Teresa si trasferì a Calcutta per occuparsi dei poveri e dei moribondi e che non l'abbandonò mai fino alla morte. In molte delle 40 lettere, la missionaria lamenta "l'aridità", "l'oscurità", e "la solitudine" che attraversava. "Il sorriso - scriveva - è una maschera o un mantello che copre ogni cosa". E non le sfuggiva la discordanza del suo vissuto privato con la sua figura pubblica: "Parlo come se il mio cuore fosse innamorato di Dio, un amore delicato, personale".

Il libro non è certo un lavoro di qualche giornalista antireligioso: Kolodiejchuk è da molti anni membro delle Missionarie della Carità, nonchè postulatore della causa di canonizzazione di Madre Teresa. Le lettere raccolte faranno parte del materiale che servirà alla causa.

Quel che è certo è che l'imminente pubblicazione del volume (nel decimo anniversario della morte della religiosa) ha già acceso un animato dibattito. Critiche sono piovute dagli ambienti atei statunitensi. "È la riprova che la religione è una invenzione umana" ha commentato Christopher Hitchens, autore di "The Missionary Position" e di "God is not Great" , libri sarcastici in difesa dell'ateismo. Ma come sottolinea Kolodiejchuk "l'incapacità di percepire Cristo nella sua vita non significava certo che Lui non ci fosse. È proprio quest'assenza una parte del dono divino che le ha consentito di portare avanti il suo grande lavoro".