domenica 15 giugno 2008
Lo spietato cuore dello stato
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lunedì 7 gennaio 2008
Il Papa contro la globalizzazione...anvedi che sola!

"Anche oggi - ha osservato il pontefice - resta vero quanto diceva il profeta: nebbia fitta avvolge le nazioni. Non si può dire infatti che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro". L'umanità, ha denunciato, è "lacerata" da "spinte di divisione e sopraffazione" e "conflitto di egoismi".
"I conflitti per la supremazia economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime - ha sottolineato ancora Ratzinger - rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale".
"C'è bisogno - ha proseguito - di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti".La Chiesa possiede il 20-22% di tutto il patrimonio immobiliare
Un quarto di Roma è del Vaticano
Negli ultimi due anni - rivela Dagospia - la Chiesa ha venduto beni per quasi 50 milioni. Il patrimonio gestito dallo Ior sfiora i 6 miliardi. In Italia si stimano 200mila posti letto gestiti da religiosi.
Un patrimonio sfuggito a ogni censimento, nei quasi ottant'anni seguiti al Concordato che dal 1929 regola i rapporti tra Stato e Vaticano. Come aveva sottolineato anche Francesco Rutelli, all'indomani della revisione dei Patti lateranensi. In un acceso dibattito parlamentare dell'aprile 1985 sulla legge che istituiva il Fondo edifici di culto, l'allora deputato radicale aveva fatto mettere agli atti l'interminabile elenco dei palazzi posseduti dagli enti ecclesiastici nella sola città di Roma per dare la consistenza reale dei beni della Curia.
Ancora di più...
mercoledì 29 agosto 2007
Il Papa: "Piromani, criminali contro l'umanità"
Al termine dell'udienza generale il Pontefice si scaglia contro gli incendiari Il ministro degli Interni avverte: "Vogliono ottenere terreni alla pastorizia"
Il Papa Benedetto XVI
CITTA' DEL VATICANO - Benedetto XVI condanna duramente le "azioni criminose" dei piromani, che con il loro "irresponsabile comportamento mettono a rischio l'incolumità delle persone e distruggono il patrimonio ambientale, bene prezioso dell'intera umanità". "Incendi - spiega il ministro dell'Interno Giuliano Amato - che nulla hanno a che fare con la criminalità organizzata: dietro i roghi in Italia, rivalità personali e il desiderio di conquistare un pezzo di terreno al pascolo".
Benedetto XVI: "Irresponsabile comportamento". La condanna del Papa contro gli incendiari è stata pronunciata al termine dell'udienza generale, in cui ha invitato "a pregare per le vittime" sia delle inondazioni in Asia che dei "disastrosi incendi in Grecia, in Italia e in altre nazioni europee. Davanti a così drammatiche emergenze che hanno causato numerose vittime e ingenti danni materiali - ha proseguito il Pontefice - non si può non essere preoccupati per l'irresponsabile comportamento di taluni che mettono a rischio l'incolumità delle persone e distruggono il patrimonio ambientale, bene prezioso per l'intera umanità". Il Papa si unisce quindi a quanti "stigmatizzano tali azioni criminose" e invita a pregare per le vittime della tragedia.
da Repubblica online
Streghe ovunque
Le 30/50mila vittime europee della caccia alle streghe non erano distribuite uniformemente nello spazio e nel tempo, nemmeno nelle giurisdizioni speciali. I 3/4 dell'Europa non vide neanche un processo. La persecuzione contro le streghe cominciò a diffondersi dalla regione alpina
dell'Italia all'inizio del 15° secolo, raggiungendo la Polonia dove le leggi sulla stregoneria furono definitivamente abrogate nel 1788. Le zone europee che per prime avevano iniziato la persecuzione videro la fine dei processi alle streghe addirittura prima che questi iniziassero nelle periferie del continente.
La via spagnola che si stendeva dall' Italia ai Paesi Bassi era anche una "via delle streghe". I Paesi Bassi governati dalla Spagna (l'attuale Belgio) assistettero a persecuzioni di gran lunga peggiori che nelle Province Unite dei Paesi Bassi governate dai Protestanti, che smisero di bruciare le streghe a partire dal 1600. C'erano segnali di panico nelle città tedesche di Brandeburgo e Mecklenburg così come in Lorena, Francia, e in parte della Svizzera e della Scozia. La regione del Reno e il sud-ovest della Germania soffrirono gravi ondate persecutorie che colpirono soprattutto i territori ecclesiastici. I 3/4 di tutti i processi alle streghe ebbero luogo nei territori cattolici del Sacro Romano Impero. Ma il cattolico Portogallo, la Castiglia e l'Italia governata dalla Spagna e i paesi ortodossi dell'Europa orientale non ne videro in pratica neanche uno. La psicosi nella colonia inglese di Salem, Massachussetts, fu violentissima, mentre pare che nelle colonie latine del nuovo mondo non ci siano state esecuzioni.
La distribuzione delle vittime per regione dava un disegno a macchia di leopardo. La città di Baden in Germania, ad esempio, bruciò 200 streghe dal 1627 al 1630, più di tutte le streghe condannate che perirono in Svezia. La cittadina di Ellwangen, sempre in Germania, bruciò 393 streghe dal 1611 al 1618, più di quanto ne abbiano giustiziate Spagna e Portogallo insieme. Il principe-vescovo cattolico di Würzburg, Germania, bruciò 600 streghe dal 1628 al 1631, più di quante ne siano morte nella protestante Svezia, Norvegia, Finlandia e Islanda insieme. Il cantone svizzero di Vaud giustiziò circa 1800 streghe dal 1611 al 1660, contro le 1300/1500 vittime scozzesi e le 500 vittime inglesi. L'affermazione di alcuni apologeti cattolici secondo la quale Elisabetta I giustiziò 800 streghe all'anno è una grossolana calunnia. Nel solo sud-ovest della Germania 3229 persone furono giustiziate per stregoneria fra il 1562 e il 1684, più di quelle che furono giustiziate per qualsiasi motivo dalla Inquisizione spagnola, portoghese e romana fra il 1500 e il 1800. (Tutte e tre queste Inquisizioni mandarono al rogo meno di una dozzina di streghe in totale).
Il più temuto cacciatore di streghe laico fu Nicholas Rémy, procuratore generale della Lorena, che si vantava di aver spedito 900 persone al rogo in una sola decade (1581-1591). Ma il più grande sterminatore di streghe di tutti i tempi fu Ferdinand von Wittelsbach, il principe-vescovo cattolico di Colonia in Germania, che bruciò 2000 membri del suo gregge dal 1630 al 1640.
Non è lecito sostenere che la caccia alle streghe fu un'attività prevalentemente protestante. Sia i paesi cattolici che protestanti videro persecuzioni più o meno violente. Demonologi e oppositori provennero da entrambi gli schieramenti religiosi.
da Acquaviva2000.com
Il Papa Benedetto XVICITTA' DEL VATICANO - Benedetto XVI condanna duramente le "azioni criminose" dei piromani, che con il loro "irresponsabile comportamento mettono a rischio l'incolumità delle persone e distruggono il patrimonio ambientale, bene prezioso dell'intera umanità". "Incendi - spiega il ministro dell'Interno Giuliano Amato - che nulla hanno a che fare con la criminalità organizzata: dietro i roghi in Italia, rivalità personali e il desiderio di conquistare un pezzo di terreno al pascolo".
Benedetto XVI: "Irresponsabile comportamento". La condanna del Papa contro gli incendiari è stata pronunciata al termine dell'udienza generale, in cui ha invitato "a pregare per le vittime" sia delle inondazioni in Asia che dei "disastrosi incendi in Grecia, in Italia e in altre nazioni europee. Davanti a così drammatiche emergenze che hanno causato numerose vittime e ingenti danni materiali - ha proseguito il Pontefice - non si può non essere preoccupati per l'irresponsabile comportamento di taluni che mettono a rischio l'incolumità delle persone e distruggono il patrimonio ambientale, bene prezioso per l'intera umanità". Il Papa si unisce quindi a quanti "stigmatizzano tali azioni criminose" e invita a pregare per le vittime della tragedia.
da Repubblica online
Streghe ovunque
Le 30/50mila vittime europee della caccia alle streghe non erano distribuite uniformemente nello spazio e nel tempo, nemmeno nelle giurisdizioni speciali. I 3/4 dell'Europa non vide neanche un processo. La persecuzione contro le streghe cominciò a diffondersi dalla regione alpina
dell'Italia all'inizio del 15° secolo, raggiungendo la Polonia dove le leggi sulla stregoneria furono definitivamente abrogate nel 1788. Le zone europee che per prime avevano iniziato la persecuzione videro la fine dei processi alle streghe addirittura prima che questi iniziassero nelle periferie del continente.La via spagnola che si stendeva dall' Italia ai Paesi Bassi era anche una "via delle streghe". I Paesi Bassi governati dalla Spagna (l'attuale Belgio) assistettero a persecuzioni di gran lunga peggiori che nelle Province Unite dei Paesi Bassi governate dai Protestanti, che smisero di bruciare le streghe a partire dal 1600. C'erano segnali di panico nelle città tedesche di Brandeburgo e Mecklenburg così come in Lorena, Francia, e in parte della Svizzera e della Scozia. La regione del Reno e il sud-ovest della Germania soffrirono gravi ondate persecutorie che colpirono soprattutto i territori ecclesiastici. I 3/4 di tutti i processi alle streghe ebbero luogo nei territori cattolici del Sacro Romano Impero. Ma il cattolico Portogallo, la Castiglia e l'Italia governata dalla Spagna e i paesi ortodossi dell'Europa orientale non ne videro in pratica neanche uno. La psicosi nella colonia inglese di Salem, Massachussetts, fu violentissima, mentre pare che nelle colonie latine del nuovo mondo non ci siano state esecuzioni.
La distribuzione delle vittime per regione dava un disegno a macchia di leopardo. La città di Baden in Germania, ad esempio, bruciò 200 streghe dal 1627 al 1630, più di tutte le streghe condannate che perirono in Svezia. La cittadina di Ellwangen, sempre in Germania, bruciò 393 streghe dal 1611 al 1618, più di quanto ne abbiano giustiziate Spagna e Portogallo insieme. Il principe-vescovo cattolico di Würzburg, Germania, bruciò 600 streghe dal 1628 al 1631, più di quante ne siano morte nella protestante Svezia, Norvegia, Finlandia e Islanda insieme. Il cantone svizzero di Vaud giustiziò circa 1800 streghe dal 1611 al 1660, contro le 1300/1500 vittime scozzesi e le 500 vittime inglesi. L'affermazione di alcuni apologeti cattolici secondo la quale Elisabetta I giustiziò 800 streghe all'anno è una grossolana calunnia. Nel solo sud-ovest della Germania 3229 persone furono giustiziate per stregoneria fra il 1562 e il 1684, più di quelle che furono giustiziate per qualsiasi motivo dalla Inquisizione spagnola, portoghese e romana fra il 1500 e il 1800. (Tutte e tre queste Inquisizioni mandarono al rogo meno di una dozzina di streghe in totale).
Il più temuto cacciatore di streghe laico fu Nicholas Rémy, procuratore generale della Lorena, che si vantava di aver spedito 900 persone al rogo in una sola decade (1581-1591). Ma il più grande sterminatore di streghe di tutti i tempi fu Ferdinand von Wittelsbach, il principe-vescovo cattolico di Colonia in Germania, che bruciò 2000 membri del suo gregge dal 1630 al 1640.
Non è lecito sostenere che la caccia alle streghe fu un'attività prevalentemente protestante. Sia i paesi cattolici che protestanti videro persecuzioni più o meno violente. Demonologi e oppositori provennero da entrambi gli schieramenti religiosi.
da Acquaviva2000.com
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venerdì 24 agosto 2007
Ma dai? Nooo...non mi dire. Ma davero?
Esce il 4 settembre negli Stati Uniti un volume che raccoglie 40 lettere inedite della religiosa Un ritratto sorprendente della beata: per 50 anni ha vissuto una profonda crisi spirituale
Le crisi di fede di Madre Teresa raccontate in un libro negli Usa
La suora: "Cerco Gesù e non lo trovo. Provo ad ascoltarlo e non lo sento"
NEW YORK - Anche la fede più salda può conoscere il tormento e la sofferenza del dubbio. L'11 dicembre del 1979 Madre Teresa di Calcutta riceveva il Premio Nobel per la Pace. Vestita con il suo saio bianco bordato di azzurro e con ai piedi gli umili sandali sfidava il freddo di Oslo. Sfidava, soprattutto, il freddo "spirituale" di quanti la ascoltavano, pronunciando parole sferzanti per denunciare la crisi morale dell'Occidente:"Non è abbastanza per noi dire che amiamo Dio, se poi non amiamo il nostro prossimo".Meno di tre mesi prima, in una lettera a un confessore spirituale, il reverendo Michael van der Peet, sempre la religiosa scriveva:"Gesù ha un amore molto speciale per te. Ma per me, il silenzio e il vuoto è così grande che io lo cerco e non lo trovo, provo ad ascoltarlo e non lo sento".
Due discorsi così vicini nel tempo (appena 11 settimane) eppure così dissonanti. Il primo, consono alla donna che il mondo ha conosciuto. Il secondo, testimonianza innegabile di un dramma esistenziale. Insieme resituiscono un ritratto sorprendente di una delle grandi icone del secolo scorso. La santa, le cui opere sembravano indissolubilmente legate alla vicinanza a Dio, non riusciva più ad incontrarlo nel suo vissuto privato.
Il libro "Mother Teresa: Come Be My Light", in uscita il 4 settembre prossimo negli Stati Uniti, di cui il settimanale "Time" anticipa alcuni estratti, per la prima volta pubblica la corrispondenza tra la missionaria e i suoi confessori e superiori, in un arco temporale di 66 anni. Le lettere, molte delle quali pubblicate contro la sua volontà (aveva richiesto che fossero distrutte), rivelano la crisi spirituale della religiosa nell'ultimo cinquantennio della sua vita, durante il quale non avvertiva la presenza di Dio. Padre Brian Kolodiejchuk, editore e curatore del libro, scrive che "non sentiva la presenza di Dio né nel suo cuore né nell'eucaristia".
Una crisi cominciata proprio nel tempo in cui
Madre Teresa si trasferì a Calcutta per occuparsi dei poveri e dei moribondi e che non l'abbandonò mai fino alla morte. In molte delle 40 lettere, la missionaria lamenta "l'aridità", "l'oscurità", e "la solitudine" che attraversava. "Il sorriso - scriveva - è una maschera o un mantello che copre ogni cosa". E non le sfuggiva la discordanza del suo vissuto privato con la sua figura pubblica: "Parlo come se il mio cuore fosse innamorato di Dio, un amore delicato, personale".Il libro non è certo un lavoro di qualche giornalista antireligioso: Kolodiejchuk è da molti anni membro delle Missionarie della Carità, nonchè postulatore della causa di canonizzazione di Madre Teresa. Le lettere raccolte faranno parte del materiale che servirà alla causa.
Quel che è certo è che l'imminente pubblicazione del volume (nel decimo anniversario della morte della religiosa) ha già acceso un animato dibattito. Critiche sono piovute dagli ambienti atei statunitensi. "È la riprova che la religione è una invenzione umana" ha commentato Christopher Hitchens, autore di "The Missionary Position" e di "God is not Great" , libri sarcastici in difesa dell'ateismo. Ma come sottolinea Kolodiejchuk "l'incapacità di percepire Cristo nella sua vita non significava certo che Lui non ci fosse. È proprio quest'assenza una parte del dono divino che le ha consentito di portare avanti il suo grande lavoro".
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lunedì 23 luglio 2007
Che tornino nel deserto a parlare con i cammelli o nella giungla con le scimmie, ma a casa nostra si fa come si dice a casa nostra! *
JESOLO - È annegato, risucchiato dalla corrente alla foce del Piave. Portato chissà dove dall'acqua del fiume che in quel punto, a Cortellazzo (Jesolo), incontra il mare. Ieri mattina attorno alle 12, è scomparso in un attimo Dragan Cigan di 31 anni, cittadino
bosniaco, manovale a San Martino di Lupari - in provincia di Padova -, che poco prima si era tuffato in mare assieme ad un altro extracomunitario marocchino H. R. di 35 anni, per soccorrere due fratellini di sette e dieci anni , arrivati al mare con mamma e papà da Roncade (Treviso), che stavano per annegare. Alla fine i bimbi se la sono cavata, mentre Dragan non ce l'ha fatta. Ha lottato con tutte le sue forze ma un'onda se l'è portato via e non è più riuscito a guadagnare terra.
Il marocchino che con lui si era tuffato è riuscito a raggiungere la riva, tirato su a braccia dagli altri bagnanti che nel frattempo si erano mobilitati per dare una mano. A quanto pare però, non i genitori dei bimbi che non appena hanno riabbracciato i figli, se ne sono andati suscitando l'indignazione degli altri bagnanti. Hanno lasciato la spiaggia senza aspettare l'esito delle ricerche dell'uomo che ha salvato i loro figli. Senza curarsi della disperazione della sorella e degli altri familiari di Dragan, che in Bosnia aveva una moglie e due figli di 4 e 9 anni. Una coppia di Vittorio Veneto è fuori di sé per quanto ha visto: "Ci siamo vergognati di essere italiani quando abbiamo visto i genitori dei bimbi di Roncade salvati andarsene senza neppure avvicinarsi a confortare i familiari dell'uomo annegato e senza ringraziare quel marocchino". E aggiungono: "Non credevamo ai nostri occhi. Un comportamento inqualificabile".
E pensare che Dragan e H. R. non appena hanno visto i bimbi in difficoltà, senza conoscersi, senza parlare la stessa lingua, non hanno perso un momento. E' bastato uno sguardo d'intesa e si sono buttati in acqua. In quel momento la spiaggia era affollata di bagnanti, ma solo loro si sono tuffati nel disperato tentativo di trarre in salvo i bimbi. La corrente in quel punto è fortissima, i due giovani hanno speso tutte le energie per cercare di salvarli. La riva era lì a due passi, ma sembrava irraggiungibile. Intanto a terra montava l'angoscia. All'apprensione per i due fratellini si aggiungeva l'ansia per Dragan che non ce la faceva più a lottare contro la corrente. Zurica la sorella del manovale bosniaco iniziava a urlare disperata. Con lei c'erano il marito e il figlio. Sono stati minuti drammatici con la famiglia di Roncade che nel frattempo si allontanava. Poco dopo è stata rintracciata dalla polizia di Jesolo che l'ha accompagnata in commissariato per ricostruire la vicenda.
*dichiarazione sugli immigrati di Roberto Calderoli - Lega Nord
bosniaco, manovale a San Martino di Lupari - in provincia di Padova -, che poco prima si era tuffato in mare assieme ad un altro extracomunitario marocchino H. R. di 35 anni, per soccorrere due fratellini di sette e dieci anni , arrivati al mare con mamma e papà da Roncade (Treviso), che stavano per annegare. Alla fine i bimbi se la sono cavata, mentre Dragan non ce l'ha fatta. Ha lottato con tutte le sue forze ma un'onda se l'è portato via e non è più riuscito a guadagnare terra.Il marocchino che con lui si era tuffato è riuscito a raggiungere la riva, tirato su a braccia dagli altri bagnanti che nel frattempo si erano mobilitati per dare una mano. A quanto pare però, non i genitori dei bimbi che non appena hanno riabbracciato i figli, se ne sono andati suscitando l'indignazione degli altri bagnanti. Hanno lasciato la spiaggia senza aspettare l'esito delle ricerche dell'uomo che ha salvato i loro figli. Senza curarsi della disperazione della sorella e degli altri familiari di Dragan, che in Bosnia aveva una moglie e due figli di 4 e 9 anni. Una coppia di Vittorio Veneto è fuori di sé per quanto ha visto: "Ci siamo vergognati di essere italiani quando abbiamo visto i genitori dei bimbi di Roncade salvati andarsene senza neppure avvicinarsi a confortare i familiari dell'uomo annegato e senza ringraziare quel marocchino". E aggiungono: "Non credevamo ai nostri occhi. Un comportamento inqualificabile".
E pensare che Dragan e H. R. non appena hanno visto i bimbi in difficoltà, senza conoscersi, senza parlare la stessa lingua, non hanno perso un momento. E' bastato uno sguardo d'intesa e si sono buttati in acqua. In quel momento la spiaggia era affollata di bagnanti, ma solo loro si sono tuffati nel disperato tentativo di trarre in salvo i bimbi. La corrente in quel punto è fortissima, i due giovani hanno speso tutte le energie per cercare di salvarli. La riva era lì a due passi, ma sembrava irraggiungibile. Intanto a terra montava l'angoscia. All'apprensione per i due fratellini si aggiungeva l'ansia per Dragan che non ce la faceva più a lottare contro la corrente. Zurica la sorella del manovale bosniaco iniziava a urlare disperata. Con lei c'erano il marito e il figlio. Sono stati minuti drammatici con la famiglia di Roncade che nel frattempo si allontanava. Poco dopo è stata rintracciata dalla polizia di Jesolo che l'ha accompagnata in commissariato per ricostruire la vicenda.*dichiarazione sugli immigrati di Roberto Calderoli - Lega Nord
domenica 24 giugno 2007
Ogni limite ha una pazienza!*
CDL: BERLUSCONI SU LEADERSHIP, NON SONO ARGOMENTI SERI
"Non sono argomenti seri". Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, replica con una battuta secca alle richieste fatte in questi giorni da alcuni leader di Alleanza nazionale, non da ultimo Gianni Alemanno, che chiede un convention del centrodestra per fronteggiare la discesa in campo di Walter Veltroni nel Partito democratico, mettendo in
discussione la leadership della Casa delle liberta'. Ai giornalisti che chiedevano a Berlusconi, appena arrivato ad Arconate, se la leadership del centrodestra fosse in discussione, lui ha semplicemente detto: "Non sono argomenti seri".
da ANSA


*Totò
"Non sono argomenti seri". Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, replica con una battuta secca alle richieste fatte in questi giorni da alcuni leader di Alleanza nazionale, non da ultimo Gianni Alemanno, che chiede un convention del centrodestra per fronteggiare la discesa in campo di Walter Veltroni nel Partito democratico, mettendo in
discussione la leadership della Casa delle liberta'. Ai giornalisti che chiedevano a Berlusconi, appena arrivato ad Arconate, se la leadership del centrodestra fosse in discussione, lui ha semplicemente detto: "Non sono argomenti seri".da ANSA


*Totò
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"Parisi val bene una farsa"
Afghanistan, basta civili uccisi" Parisi: la Nato ci dia assicurazioni
La protesta del presidente Karzai: "In tre giorni 90 uccisi nei bombardamenti". Il ministro della Difesa: "Gli episodi riguardano anche le forze Isaf. Le inchieste non bastano più"
da repubblica online
La protesta del presidente Karzai: "In tre giorni 90 uccisi nei bombardamenti". Il ministro della Difesa: "Gli episodi riguardano anche le forze Isaf. Le inchieste non bastano più"da repubblica online
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I Manganelli della polizia...della serie "un nome un programma"!

Manganelli nuovo capo della polizia De Gennaro sostituito già domani
Dopo le voci insistenti dei giorni scorsi, la conferma della nomina dovrebbe arrivare dal Consiglio dei ministri concocato per domani pomeriggio. Le ipotesi per il ruolo di vicario. Scajola annuncia il sì di Fi.
da Repubblica online
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venerdì 22 giugno 2007
L'Intercessore/2
Dal 1300 in poi la Chiesa definisce eretici coloro che attraverso rapporti diabolici entrano in possesso di conoscenze magiche e vengono altresì considerate pratiche eretiche l'invocazione di potenze infernali, la lettura di formule magiche ed addirittura il mettersi in cerchio a danzare o a suonare. Dal 1320 al 1420 solo in Europa vengono pubblicati tredici trattati giuridici sulla stregoneria, all'interno dei quali vengono toccati temi quali la metamorfosi, il volo ed il Sabba, termini che da questo momento in poi entreranno a far parte del vocabolario accusatorio di ogni tribunale ecclesiastico.
L'apertura ufficiale della caccia alle streghe è datata 5 dicembre 1484, quando Giovan Battista Cybo (Innocenzo VIII) promulga la bolla papale "Summis Desiderantes Affectibus", con la quale lancia l'offensiva giuridica contro le "malefiche" e dà incarico all'ordine dei Domenicani di occuparsi dello svolgimento delle indagini, nonché dell'effettiva conclusione dei processi.
Pinza da pira
Questo strumento serviva esclusivamente per tenere saldo il collo della strega al palo della pira nell'eventualità che la stessa riuscisse a liberarsi dalla stretta delle funi che la immobilizzavano. In realtà questo arnese veniva raramente utilizzato poichè, a causa dello stordimento che le vittime accusavano per l'ingerimento di sostanze soporifere da parte di qualche magnanimo carnefice, esse arrivavano il più delle volte al patibolo in uno stato di incoscienza tale da non mostrare alcun segno di ribellione.
L'apertura ufficiale della caccia alle streghe è datata 5 dicembre 1484, quando Giovan Battista Cybo (Innocenzo VIII) promulga la bolla papale "Summis Desiderantes Affectibus", con la quale lancia l'offensiva giuridica contro le "malefiche" e dà incarico all'ordine dei Domenicani di occuparsi dello svolgimento delle indagini, nonché dell'effettiva conclusione dei processi.
Pinza da piraQuesto strumento serviva esclusivamente per tenere saldo il collo della strega al palo della pira nell'eventualità che la stessa riuscisse a liberarsi dalla stretta delle funi che la immobilizzavano. In realtà questo arnese veniva raramente utilizzato poichè, a causa dello stordimento che le vittime accusavano per l'ingerimento di sostanze soporifere da parte di qualche magnanimo carnefice, esse arrivavano il più delle volte al patibolo in uno stato di incoscienza tale da non mostrare alcun segno di ribellione.
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L'intercessore/1
"Chiunque procede alla vaccinazione cessa di essere figlio di Dio: il vaiolo è un castigo voluto da Dio, la vaccinazione è una sfida contro il Cielo"(Leone XII, 1760-1829)
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